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“La funzione del linguaggio non è quella d'informare, ma di evocare".

Jacques Lacan

 

L'orientamento psicodinamico e i suoi principi

La psicoterapia ad orientamento psicodinamico poggia su una pratica della parola. Il soggetto che soffre, porta in seduta i suoi sintomi che trovano accoglienza da parte del terapeuta, il quale fa un lavoro di attento ascolto e punteggiatura sul discorso del paziente. Ciò che la pratica clinica offre alla persona è la possibilità di cogliere, attraverso la sua stessa parola, qualcosa che appartiene all’inconscio e che può fornire la chiave per attivare un cambiamento. La seduta è il luogo in cui è possibile interrogarsi, mettere in dubbio, scorgere qualcosa di nuovo, affrontare le proprie resistenze per potersi sganciare da una posizione di sofferenza. Il terapeuta ha il compito di accompagnare la persona in un percorso di soggettivazione, sostenendo l’apertura, il dubbio, l’enigma. 

Il lavoro terapeutico riguarda pertanto un attraversamento e una ricostruzione della storia personale al fine di favorire una riappropriazione di alcune caratteristiche di sé e la nascita di nuove modalità di rapporto con le questioni fondamentali della propria esistenza. Non esiste un protocollo standard da seguire, la cura si articola e prende forma caso per caso, è un’esperienza unica e irripetibile, certamente è realizzabile all’interno di alcune importanti coordinate di riferimento, ma si manifesta secondo la soggettività di ciascuno. 

Per questo motivo anche la frequenza delle sedute e la durata della terapia non sono prevedibili o da stabilire a priori, bisogna tener conto di una variabilità che dipende dalla complessità e dalla diversità delle domande di cura e dei percorsi clinici. L’obiettivo non è quello di normalizzare o di adattare la condizione della persona ad uno o più standard sociali, bensì condurre il soggetto alla sua “soluzione particolare” che gli consente il suo modo, sufficientemente buono per lui o per lei, di stare nella vita. 

La pratica clinica orientata da un approccio psicodinamico volge sempre il suo sguardo a discipline quali l’antropologia, la sociologia, la linguistica e la neuropsicologia, per poter affrontare i sintomi della contemporaneità con una certa complessità, adattandosi costantemente alle variazioni di ciò che proviene dal sociale e di ciò che circola nel rapporto con l’altro. 

La persona che si rivolge ad un terapeuta che segue un orientamento psicodinamico ha l’opportunità di fare il suo ingresso in un dispositivo che si articola e che funziona sulla base della sua specifica singolarità, ciò rappresenta quindi una possibilità per accedere a qualcosa di inedito.